mercoledì 20 maggio 2009

Orto dei semplici

Caduto l'impero romano e mutate le condizioni socio-economiche, l'arte del giardinaggio che era stata praticata dagli antichi romani si rifugiò tra le mura delle abbazie conservando lo stile “regolare”, seppure impoverito, che era stato tipico dei giardini romani. In seguito alle Crociate si ridestò l'interesse per il giardinaggio in virtù di nuove piante importate dal Medio Oriente e si deve alla tenace opera dei monaci se esse sono giunte fino a noi, pur mancando ai suddetti religiosi una visione artistica della loro sistemazione. I giardini di erbe aromatiche nacquero, quindi, nel Medioevo, più di mille anni fa, nei conventi dove i monaci, che avevano conservato nelle loro biblioteche i trattati di medicina antica, cominciarono a coltivare ed a utilizzare le erbe per realizzare rimedi contro le malattie, descritti poi nei libri. Un esempio della trasmissione in epoca medioevale delle conoscenze dell'antica erboristeria ci è dato dall'opera di Alberto, De vegetalibus, in cui il filosofo descrive tutte le erbe sino ad allora conosciute e dà delle preziose indicazioni su come dovesse essere strutturato allora un Orto dei semplici. All'interno delle abbazie furono riservate all'attività dell'erboristeria due spazi precisi: la farmacia o spezieria e l'orto dei semplici in cui si coltivavano erbe come la salvia, il rosmarino, la malva, la cassia e tante altre che erano dette “semplici” perché servivano a produrre rimedi che curavano senza aggiunta di altro. I giardini dei semplici medioevali si presentavano, di solito, formati da una serie di aiuole rettangolari disposte simmetricamente rispetto ad un vialetto. Ogni aiuola ospitava una determinata coltivazione officinale; l'orto era quasi sempre circondato da filari di alberi da frutto con lo scopo di proteggere le coltivazioni dal vento. In aiuole apposite venivano coltivati dei fiori per ornare gli altari, gigli, iris, mughetti, ellebori, viole e primule. Agli inizi del Cinquecento, in Inghilterra le aiuole furono abbellite da siepi arbustive tagliate in forme regolari ed armoniose in modo che intrecciandosi formassero i cosiddetti “nodi”. Non mancavano, infine, nei giardini di erbe officinali la consueta meridiana che segnava lo scorrere dl tempo ed una fontanella o una vasca di fresca acqua corrente. Oggi dei giardini di erbe aromatiche, molto belli e giustamente famosi, si possono ammirare in Inghilterra a Rougham, nel Suffolk e nell’Hertforshire ad Hatfield; anche il giardino di Heuvelhof Manor in Olanda è ispirato al Medioevo e presenta le tipiche aiuole a nodi di cui sopra.
Piante tipiche dell'orto dei semplici
La Malva appartiene alla famiglia delle Malvacee e proviene dall'Emilia Romagna. La sua coltivazione
richiede terreno fresco, ben concimato e lavorato; la riproduzione per seme direttamente in campo riesce con facilità e la pianta é molto rustica; se il terreno é umido le piante vengono attaccate da una ruggine che danneggia le foglie. La malva è molto impiegata e largamente usata in fitoterapia, sia come infuso che come decotto. E' pianta utilizzata dai tempi antichi.
La melissa si presenta generalmente a cespuglio e in botanica ne vengono riconosciute due varietà. Si trova in ambienti con terreni freschi e fertili, come i margini dei fossi. Ma si può anche facilmente coltivare in giardino. E' impiegata per fare infusi e liquori. La storia ci riporta che la melissa è usata da più di 2000 anni.
La menta esiste in vari tipi, con diverse caratteristiche
botaniche, ma di difficile distinzione fra di loro. La menta cresce maggiormente nei luoghi umidi dell'Italia settentrionale, si coltiva nei terreni freschi e calcarei. L'aroma della menta piperita è molto conosciuto ed ha molteplici impieghi sia nell'uso domestico che in quello industriale. Molto ricca è la storia della menta sia per gli usi sia per le leggende.
La lavanda si presenta come una pianta molto rustica e resistente. L'ambiente
botanico è generalmente in collina e sui monti aridi e sassosi. Le tecniche di coltivazione della lavanda non sono molto complicate in quanto cresce facilmente fino ai 1500 m di altezza. Il suo impiego è negli infusi e per preparare i bagni. Nella storia la lavanda è stata utilizzata moltissimo dai greci e dai romani per il suo profumo.
L' Elicriso appartiene alla famiglie Composite e proviene dall' Europa meridionale. La
tecnica di coltivazione è molto semplice: necessita di terreni ricchi e ben drenati e di una esposizione a pieno sole. L'Elicriso è impiegato come pianta ornamentale, ma viene usato anche in cucina e serve in cosmesi. La sua storia non si sa a quando risale, ma i Romani lo usavano per adornare le statue; veniva usato anche per tenere lontane le tarme e le farfalle notturne.
L'alloro si presenta come una pianta sempreverde e profumata. L'ambiente
botanico è generalmente nel mediterraneo e nell'Asia minore. Le tecniche di coltivazione dell'alloro richiedono una particolare attenzione nell'estetica; la crescita è lenta circa 20 cm l'anno. Questa pianta va messa a dimora sottovento e si può potarla a piacere. I suoi impieghi sono: per gli infusi, profumi e tinture oleose. Nella storia l'alloro era sacro ed era dedicato al dio Apollo.
Il rosmarino appartiene alla famiglia delle Labiatae e viene indicato con il nome di Rosmarino officinalis. Esso è una pianta che ha
tecniche di coltivazione molto semplici, molto conosciuto ed impiegato in moltiplici usi; anche per questo la pianta è riccamente presente nella storia antica.
La salvia ha caratteristiche
botaniche particolari: è una pianta erbacea che presenta rami basali lignificati, dall'aspetto cespuglioso. Si trova generalmente nelle regioni calde e cresce spontaneamente. Ha una tecnica di coltivazione molto semplice ed è molto impiegata anche in cucina. E' presente nella storia dei romani e dei greci.
Il timo appartiene alla famiglia Labiatae e si trova nelle zone calde del Mediterraneo. La
tecnica di coltivazione è molto semplice: infatti, per crescere bene, ha bisogno solamente di un suolo povero e roccioso e sole in abbondanza. Il timo è impiegato in cucina ed anche nei profumi. La sua storia risale ai Greci, che ne usavano in abbondanza, però furono i Romani a introdurne l'uso in cucina e lo portarono fino in Inghilterra. Il timo si ritrova spesso anche nelle ricette Medioevali
L' Achillea appartiene alla famiglia delle Labiateae e viene indicata col nome di Achillea millefolium. Dalla coltivazione molto semplice, è molto conosciuta e impiegata in molteplici usi.
La Viola tricolor contiene acido salicilico, ha una azione diuretica, depurativa, espettorante, emolliente ed antireumatica;appartiene alla famiglia delle Violacee e ne esistono due qualità: una Viola tricolor arvensis, piccola a fiore bianco, ed una Viola tricolor vulgaris con i fiori viola.
La Primula officinalis appartiene alla famiglia delle Primulacee ed è una pianta perenne alta fino a 30 cm. Le foglie, riunite in rosette basali, sono ovato spatolate od oblunghe, pubescenti sulla pagina superiore, crenato-dentate ai margini. Fiori 5-15 gialli imbutiformi, riuniti in densa ombrella. Ha proprietà espettoranti, decongestionanti, emollienti, antispasmodiche ed antireumatiche. I fiori e le foglie secche possono essere impiegate per la preparazione di un gradevole infuso con effetto calmante.